mercoledì 11 gennaio 2012

I NUOVI DELITTI DEL MOSTRO DI FIRENZE.


Ora per capire bene quello che sta succedendo a Firenze è necessario focalizzare l’ attenzione sulla primavera del 2008. Innanzitutto la vicenda del piromane di Firenze. La verità ufficiale massonica vuole che il piromane sia un fiorentino trentasettenne con dei problemi psichici ma come in tanti casi analoghi le contraddizioni dell’ indagine sono enormi. Alcuni incendi sono stati fatti alla stessa ora in punti diversi della città. Non è possibile percorrere le distanze tra i punti in cui sono avvenuti gli incendi compatibilmente con i tempi in cui sono avvenuti gli incendi stessi. Non è mai stato colto nell’ atto di dare fuoco a qualcosa e tutto l’ impianto accusatorio si basa solo su una serie di indizi. Alcuni incendi sono avvenuti in zone a traffico limitato protette dalle telecamere. Quindi è impossibile per un cittadino comune entrare in quelle zone con la macchina. Mentre l’ accusato degli incendi del piromane è detenuto in un ospedale psichiatrico quegli incendi ricominciano con le stesse identiche modalità e non solo ciò non è sufficiente agli inquirenti per scagionare il presunto piromane ma addirittura non viene svolta alcuna indagine per risolvere il nuovo caso. La vicenda del piromane inoltre è servita per oscurare un’ altra vicenda piena di contraddizioni avvenuta in quella calda estate del 2008. Il presunto suicidio nel carcere di Sollicciano del tecnico informatico Niki Aprile Gatti. Arrestato per frode informatica in una società con sede a San Marino è l’ unico degli arrestati condotto nel carcere di Firenze ( un carcere di massima sicurezza per una accusa di frode informatica ). Gli altri sono tutti condotti nel carcere di Rimini. E’ l’ unico degli arrestati che vuole collaborare con gli inquirenti. Gli altri si avvalgono tutti della facoltà di non rispondere. Mentre è in isolamento riceve un telegramma che lo induce a cambiare avvocato. Non si sa come gli è stato recapitato né da chi. Il telegramma viene spedito dalla casa di Niki che avrebbe dovuto essere sotto sequestro. Dal verbale risulta che un agente aveva parlato con il ragazzo alle 10. Ma l’ ora della morte è fissata proprio alle 10. I due compagni di cella non riescono a ricostruire l’ accaduto in maniera credibile perché le due versioni dei fatti sono discordanti. Niki si sarebbe impiccato con il laccio di una scarpa e un paio di jeans appendendosi alla finestra del bagno senza l’ altezza necessaria. Manca l’ esame tossicologico sulle cause della morte. Senza seguire le normali procedure, che prevedono che la direzione del carcere avvisi la polizia, la quale si deve recare dai parenti insieme ad uno psicologo, qualcuno ha telefonato direttamente sul cellulare della madre per avvisare del suicidio. Tutto questo firmato 24 giugno, festa di S. Giovanni patrono della Rosa Rossa. Ma i riferimenti esoterici sono solo una conferma di riferimenti concreti quali l’ impossibilità che tutti quegli incendi siano stati fatti da una singola persona o che una persona si suicidi con il laccio di una scarpa . E anche il movente, quella che è stata definita l’ inclinazione morbosa, impulsiva e invincibile ad appiccare il fuoco, non regge il confronto rispetto al movente politico. Attualmente Firenze è un luogo in cui l’ infiltrazione della massoneria all’ interno delle Istituzioni ha raggiunto livelli pericolosi e un gruppo organizzato di persone mira al controllo di ogni aspetto della vita politica costituendo una forte minaccia per i principi costituzionali della democrazia e della sovranità del popolo. Ma un altro aspetto finora poco noto all’ opinione pubblica costituisce un punto chiave del progetto massonico: gli esperimenti esoterici e la pratica di magia nera. Da quel poco che se ne sa sembra che i coinvolgimenti eccellenti nelle sette sataniche siano all’ ordine del giorno e che questi esperimenti avvengano in un quadro di forti coperture istituzionali. Così sono avvenuti i delitti del mostro di Firenze di cui Pietro Pacciani è solo una parte marginale del problema e probabilmente il gruppo di assassini che ha fatto la maggior parte di quei delitti è ancora libero e operativo. Ora ciò che è importante evidenziare è la filosofia satanista che è alla base di questi delitti proprio perché è agli antipodi di un modo di pensare civile. La prima cosa che balza all’ attenzione di un modo di pensare civile è l’ efferatezza di questi delitti. In un caso sono state inferte alla vittima addirittura novantasei coltellate. Vediamo di capire quale è lo scopo di tale comportamento. Non è solo uccidere perché per uccidere basta molto meno. Secondo me lo scopo è far soffrire la vittima perché la sofferenza della vittima ha un valore esoterico funzionale alla realizzazione della magia nera. Cioè l’ operatore di magia nera assume maggiore potenza se i suoi influssi sono stati intrisi nell’ energia della vittima. Inoltre l’ operatore di magia nera crea attraverso delitti e pratiche esoteriche un campo emotivo favorevole allo sviluppo dei suoi piani. Questa filosofia satanista così lontana da un modo di vivere e di pensare civili viene invece condivisa da persone che appartengono alle istituzioni e che impediscono che vengano svolte indagini tese all’ individuazione delle sette sataniche e dei loro delitti. Contemporaneamente questa filosofia viene affiancata da una strategia della tensione che nasce in ambienti massonici per tenere il cittadino di Firenze depresso e all’ oscuro di quanto avviene nelle stanze del potere. Secondo me è in questa ottica che può essere vista la vicenda del piromane di Firenze che, pur essendo per contenuti molto meno grave della vicenda del mostro, nasce dalla stessa matrice. Non una persona psichicamente instabile, ma un gruppo organizzato di persone che ha concepito lucidamente quegli incendi e lo scopo, come nel caso del mostro, è far soffrire non più una singola vittima ma una città intera che attraverso la sofferenza viene abituata alla perdita dello stato di diritto e alla soppressione delle istanze democratiche. E’ da notare come la vicenda del piromane sia caratterizzata dalla stessa matrice della vicenda del mostro anche dal punto di vista dell’ informazione: questo gruppo organizzato di persone ha dimostrato una capacità di controllo sui mezzi di informazione che la dice lunga sulla libertà di pensiero ammessa al giorno d’ oggi a Firenze. Non viene neanche presa in considerazione l’ ipotesi che a fare tutti quei delitti o tutti quegli incendi sia una organizzazione di persone. Vengono compiuti sforzi enormi per condizionare il modo di pensare della gente e per tenere lontano ogni sospetto dalle indagini su quel livello superiore che anche nel caso del mostro ha trovato ostacoli insormontabili. E qui passiamo a considerare un altro punto del progetto massonico finora non evidenziato abbastanza: esiste una volontà di limitare la libertà di pensiero e di indebolire la forza di volontà del cittadino. Quello che sta succedendo a Firenze, oltre a un tentativo di sovvertire i principi della costituzione, è un esperimento di psicologia esoterica di alto livello: indebolire la forza di volontà del cittadino e costruire un mondo di persone incapaci di pensare in modo autonomo. Resta inteso che chi non accetta di essere inquadrato in questi schemi viene perseguitato e soppresso. Niente di meno dei campi di concentramento nazisti. E soprattutto, quando una serie di delitti viene concentrata in un ristretto periodo di tempo, come l’ estate 2008, ciò significa che si vuole amplificare l’ effetto di terrorizzare il cittadino fiorentino e costruire i presupposti per rendere questa azione sempre più incisiva. Adesso hanno raggiunto il pieno controllo di tutti i centri del potere e cloneranno con sempre maggiore frequenza nuovi mostri capaci di commettere impunemente efferati delitti. Ma ricordiamo, per poi confrontare con quello che sta succedendo oggi, la frequenza con cui uccisero negli anni ottanta: 6 giugno 1981- quattro mesi dopo 22 ottobre 1981- otto mesi dopo 19 giugno 1982- un anno e tre mesi dopo 9 settembre 1983- dieci mesi dopo 29 luglio 1984- un anno e due mesi dopo 8 settembre 1985. L’ unica differenza con quello che sta succedendo oggi è che, mentre negli anni ottanta la vicenda assunse grande importanza mediatica e si continuava per mesi a parlare di un delitto, oggi le notizie relative a cadaveri ritrovati in un lago di sangue o con decine di coltellate su tutto il corpo vengono ridotte al minimo, in modo che nessuno riesca a farsi una chiara idea della vicenda e sistematicamente oscurate dopo due giorni, possibilmente dopo aver dato in pasto all’ opinione pubblica un presunto colpevole. L’ analogia con quello che successe negli anni ottanta invece potrebbe essere che tali delitti non sono commessi da soggetti malati o in preda a raptus passionali ma da soggetti sani in obbedienza ad affiliazioni massoniche. E sono tutti firmati in date di ritualità esoterica perfetta. Per esempio il delitto di Bagno a Ripoli del 9 maggio 2009. Come ho spiegato in altri articoli il nove maggio è probabilmente la data più significativa in assoluto per la massoneria. Il 9 maggio 1996 fu ucciso nel suo bagno Luciano Petrini, ingegnere informatico, colpito ripetutamente con un porta asciugamani a cui tolsero la guarnizione per renderlo più tagliente. Petrini aveva svolto consulenza nel caso Ustica sul suicidio del Colonnello dell’ Aereonautica Mario Ferraro, quel Mario Ferraro che venne trovato impiccato proprio al porta asciugamani del bagno, e sulla strage di Capaci in cui morì il giudice Falcone. Il 9 maggio 1981 morì per un infarto ritenuto da molti poco credibile il Capitano dell’ Aereonautica Maurizio Gari. La sera del disastro di Ustica era capo controllore di sala operativa presso il centro radar di Poggio Ballone. Certamente la sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità all’ inchiesta. Senza dimenticare che il 9 maggio 1978 venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro all’ interno di una renault quattro rossa ( la Rosa Rossa ) e probabilmente non erano solo le brigate rosse i mandanti del sequestro. Inoltre il 9 maggio è universalmente riconosciuto come il giorno della vittoria contro il nazismo soprattutto in Unione Sovietica, dove viene celebrato ogni anno come il simbolo del paese, perché il 9 maggio 1945 l’ Armata Rossa issò la sua bandiera su una Berlino completamente distrutta ed è noto che l’ ideologia massonica nasce in ambienti militari di estrema destra per cui uccidono in quella data anche per esorcizzare la fine del nazismo. Così il 9 maggio 2009 avviene il delitto di Bagno a Ripoli in cui un ragazzo avrebbe ucciso la ex fidanzata con un coltello e poi avrebbe rivolto la stessa arma contro se stesso togliendosi la vita. Il primo dubbio mi viene da una contraddizione insanabile. L’ ipotesi del suicidio sarebbe suffragata dal rinvenimento di un biglietto lasciato dal ragazzo nell’ auto in cui si scusa con i genitori. Inoltre aveva portato alla ragazza dei regalini nel tentativo di riappacificarsi. Una delle due ipotesi esclude l’ altra. Se si voleva suicidare non avrebbe comprato i regalini. Se si voleva riappacificare non avrebbe scritto precedentemente il biglietto di scuse con i genitori. A meno che non si voglia ipotizzare che, dopo aver ucciso la ragazza, abbia avuto la forza di scrivere il biglietto e poi togliersi la vita. Ma decido di approfondire e trovo su internet il seguente articolo ( di Gabriella Carlizzi ): “ Ora se analizziamo questa storia da un punto di vista criminologico per tracciare il profilo e la psicologia dei due giovani non troviamo elementi capaci di giustificare la contestualità dell’ “ omicidio-suicidio ” e tanto meno si giustifica l’ omicidio. La scienza ci insegna che nelle forme più esasperate dei sentimenti quando si minaccia il suicidio è perché si è pronti a rinunciare alla propria vita per l’ amore verso un’ altra vita. Lapo da un lato sperava di riconquistare Giulia e forse credeva che minacciando il suicidio la giovane avrebbe acconsentito a riprendere la relazione ma sicuramente in tale contesto Lapo non avrà mai pensato di uccidere la donna che tanto amava. E d’ altra parte Giulia doveva essere serena per la propria incolumità se ha accettato di incontrarsi con Lapo in un luogo appartato. Ma osserviamo un attimo la scena del delitto. I corpi dei giovani vengono ritrovati a cinque o sei metri di distanza l’ uno dall’ altro ed in mezzo un coltello, l’ arma del delitto. L’ auto di Lapo era chiusa a chiave. Immaginiamo che i due si fossero dati appuntamento, che Giulia fosse salita a bordo dell’ auto di Lapo e che i due per chiarire il loro rapporto si fossero appartati contestualmente. Parlano verosimilmente restando all’ interno dell’ auto e non possiamo escludere che si sia accesa una discussione anche animata, sicuramente nulla di pericoloso. Infatti se pensiamo ad un’ esplosione di una lite vera e propria i corpi sarebbero stati ritrovati all’ interno dell’ abitacolo e l’ interpretazione di un “ omicidio-suicidio ” sarebbe apparsa più verosimile. Secondo la ricostruzione ufficiale dei fatti i due ragazzi giunti sul luogo avrebbero iniziato a discutere in macchina, poi sarebbero scesi mentre lui aveva già preso un coltello ben visibile ed addirittura chiuso l’ auto a chiave. Non solo ma la donna che tanto amava prima di essere massacrata a coltellate viene picchiata, presa a calci e poi finita. Subito dopo Lapo si toglie la vita con tre tagli alla gola, evidentemente non riesce al primo colpo, insiste una seconda, poi una terza volta e sembra che il coltello sia stato ritrovato ad una certa distanza dal corpo. E ancora il cadavere di Giulia appariva a pancia in giù, segno del disprezzo che si ha di una persona anche dopo averla uccisa, ma anche segno di punizione. Erano questi i sentimenti che Lapo provava per la sua ragazza? Eppure all’ appuntamento era andato con un altro regalo e dunque come si può arrivare ad un gesto tanto efferato se si nutrono sentimenti sia pure morbosi ma che ancora donano e dunque privi di rivendicazione o di vendetta? E quel biglietto trovato nell’ auto di Lapo, un addio ai propri genitori del tutto inconsueto visto che nel contenuto si evidenzia un pensiero che appare quasi una provocazione. Scrive infatti Lapo: “ … e magari fate anche un altro figlio, in questo modo sarete più felici. Io vi guarderò sempre dal cielo, sarò il vostro angelo …”. E’ difficile che una persona che uccide e poi si uccide pensi di andare in cielo e diventare un angelo. Dunque da un lato lui chiede perdono per il gesto estremo e quindi è consapevole della importanza che ha per la propria famiglia, dall’ altro propone ai genitori una sostituzione, un rimpiazzo, quasi a disprezzare il dolore stesso che i poveretti avrebbero provato per la morte violenta del proprio figlio. Questi due elementi non sono compatibili in una unica mente e per tanto vi è il sospetto che qualcuno, consapevole dello stato di esasperazione di Lapo, dovendo compiere un duplice delitto, camuffato da “ omicidio-suicidio ”, abbia costretto il giovane a scrivere questo addio alla vita sotto dettatura usando toni che rasentano il sadismo. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. Qualcuno aspettava sul posto i due giovani, magari aveva saputo del loro appuntamento e dove si sarebbero diretti. O quel luogo era loro consueto e il “ qualcuno ” ne era informato. I ragazzi, una volta appartati, mentre discutevano in auto sono stati fatti scendere e, dopo aver massacrato la ragazza, costretto Lapo a scrivere il biglietto d’ addio, si è simulato il suicidio, lasciata l’ arma del delitto e chiusa a chiave la Golf. E analizziamo un altro elemento: l’ incontro tra le famiglie delle vittime. E’ noto che abitassero a pochi metri di distanza e che si conoscessero. Si sa che sono famiglie religiose e che lo stesso parroco si è prodigato in questi giorni per lenire un dolore così grande. Possiamo anche comprendere che vi sono persone di animo nobile e che non conoscono sentimenti come il rancore, l’ odio, la vendetta e dunque affrontano vicende tanto gravi con compostezza e dignità. Ma a poche ore da un delitto così atroce è difficile pensare ad un incontro di condivisione del dolore tra la famiglia del carnefice e la famiglia della vittima. Quali sono le vere ragioni che hanno indotto un incontro così affrettato? Forse le stesse famiglie, magari consigliate dal parroco, sono state invitate a non pronunciare alcun sospetto che possa in qualche modo creare allarme alla comunità di Bagno a Ripoli? Consentiteci un ragionevole dubbio ”. Un’ altra firma è quella degli incendi del 22 maggio 2010, giorno di S. Rita festa della Rosa Rossa. Secondo la versione ufficiale ci sarebbe un’ altro piromane, oltre a quello detenuto da due anni in un ospedale psichiatrico. Ma le indagini non prendono in considerazione che l’ ambulanza della Misericordia di Rifredi incendiata è stata anche ricoperta da scritte contro i C.i.e. e il sentimento di odio verso gli immigrati è notoriamente un sentimento che nasce in ambienti militari di estrema destra. Avrebbe qualche motivo un piromane, un individuo posseduto da una inclinazione morbosa, impulsiva e invincibile ad appiccare il fuoco a manifestare dei sentimenti di odio verso gli immigrati? In questo spettacolare crescendo di incendi e di omicidi avviene il delitto di Sesto dell’ 8 giugno 2010 in cui una donna, di nome Raffaella Ingrassia, viene trovata in un lago di sangue, ha ferite ovunque, il volto è una maschera e ha ferite anche sulle braccia. Anche in questo caso non è possibile farsi una chiara idea della vicenda perché, dopo due giorni di notizie frammentarie e l’ accusa a un presunto colpevole che aveva una relazione con la donna, viene oscurato tutto. Ma a vedere bene le contraddizioni ci sono anche qui. Il presunto colpevole, che dice di essere arrivato a casa della donna a delitto compiuto e di essere scappato via, viene incastrato da alcune tracce di sangue invisibili a occhio nudo, ma che non possono sfuggire al luminol, un composto chimico utilizzato per scoprire quantità molto piccole di sangue. Se Raffaella è stata trovata in un lago di sangue ne consegue che chi ha commesso l’ omicidio dovesse avere i vestiti completamente intrisi di sangue quando è uscito dalla casa. Dicono che prima di uscire è andato in bagno a lavarsi. Bene si è lavato il viso e le mani ma non ha certo fatto una lavatrice dei vestiti insanguinati. Non poteva avere con sé dei vestiti di ricambio perché non ha né auto né motorino. Se aveva qualcosa di strano addosso lo avrebbero notato tutti perché il suo tragitto è un autobus molto frequentato che va da Sesto alla stazione e un altro autobus molto frequentato che va dalla stazione al Lungarno Colombo. Ma l’ elemento principe che non viene preso in considerazione è lo stato mentale di chi ha commesso l’ omicidio. Chi è colto da un raptus passionale si ferma dopo aver capito di aver commesso un gesto irreparabile. Non ha alcun motivo di indulgere in un numero elevato di coltellate che è invece proprio di una mente lucida, determinata a portare a termine il compito che gli è stato assegnato. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. Qualcuno ha preparato l’ omicidio con mesi di anticipo, ha studiato attentamente le abitudini della vittima e del presunto colpevole, sapeva che Mauro quel pomeriggio sarebbe andato da Raffaella e sapeva che con l’ autobus ci vogliono almeno due ore dal Lungarno Colombo a Sesto, ha ucciso Raffaella indulgendo con abbondanza di colpi secondo il rituale prestabilito e ha lasciato la porta di casa aperta affinché Mauro potesse entrare e lasciare le sue impronte sul luogo del delitto. Consideriamo poi un altro elemento. Il marito con la figlia ventiduenne era in Puglia da alcuni giorni per motivi familiari. Certamente un’ ottima occasione per consumare senza problemi una relazione extra-coniugale ma in quel caso Raffaella non avrebbe opposto alcun rifiuto all’ allettante proposta. C’ è invece il sospetto che l’ assenza dei familiari per alcuni giorni sia stata un’ ottima occasione per mettere in atto tutti quei preparativi necessari a incastrare Mauro e a camuffare un sacrificio umano con un delitto a movente passionale. Sembra inoltre che Raffaella e Mauro avessero partecipato una volta a un rito satanico. E se andiamo ad analizzare le date dei vecchi delitti del mostro di Firenze possiamo dedurre che giugno e settembre siano due periodi particolarmente propizi per i riti satanici: trenta anni fa ne commisero due a giugno e tre a settembre e ora la storia si ripete. Il 13 settembre 2010 avviene un altro caso misterioso: un uomo, di nome Sergio Guidi, assillato da problemi di soldi, avrebbe dato fuoco al proprio ristorante e poi si sarebbe impiccato. Non ho avuto modo di approfondire l’ argomento perché ero lontano da Firenze ma molti elementi mi sembrano rientrare nelle logiche sopra descritte. Innanzitutto l’ organizzazione mostro di Firenze ha sempre colpito in settembre e il 13 è un giorno perfetto di ritualità esoterica perché il 13 in cartomanzia rappresenta la morte. L’ uomo prima di impiccarsi avrebbe mandato dei messaggi sms di scusa a dei conoscenti e mi sembra la stessa tecnica del delitto di Bagno a Ripoli in cui Lapo scrive la lettera di scuse ai genitori. Assurdo poi il messaggio spedito a dei collaboratori che avevano dei crediti nei suoi confronti: “ Mi avete ammazzato con le vostre pretese, non riceverete più una lira, arrangiatevi, addio ”. Io credo che se proviamo per un momento a metterci nella mente di uno che prova del rancore verso dei creditori la migliore vendetta è lasciarli senza alcuna spiegazione. Mai e poi mai uno in queste condizioni si affannerebbe anche a scrivergli “ arrangiatevi, addio ”. E secondo me non si affannerebbe neanche a dare fuoco al ristorante prima di impiccarsi. L’ incendio al ristorante sarebbe uno sforzo assolutamente inutile per uno che è stanco di vivere. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. L’ uomo ha contravvenuto a delle regole non scritte o non ha onorato dei debiti e nella più classica tradizione massonica viene impiccato con l’ ulteriore spregio dell’ incendio del ristorante. Firenze è sempre stata una città difficile ma dalla primavera 2008, il colpo di stato della massoneria, è diventato pericolosissimo per chiunque vivere in una città divorata da un cancro allo stato terminale chiamato massoneria mentre i veri autori di questi omicidi non possono essere denunciati perché un vincolo di fratellanza massonica impedisce di farlo.