giovedì 5 gennaio 2012

LA VERA IDENTITA' DEL MOSTRO DI FIRENZE.


L’ipotesi sulla vera identità del mostro di Firenze … prima di arrivarci dobbiamo prendere in considerazione un paio di cose … 8 settembre 1985 omicidio degli Scopeti … il mostro dopo l’ efferato delitto sigilla in una busta da lettere un lembo di pelle tagliato via dalla ragazza e lo spedisce al P.M. Silvia della Monica … la busta recava il timbro postale della stazione di S. Piero a Sieve … dagli Scopeti per raggiungere la prima cassetta facente capo a quel circondario postale occorreva percorrere oltre 50 chilometri … la busta fu recapitata alla Procura di Firenze la mattina di lunedì tra le 10.30 e le 12.00 … ciò significa che il mostro dovette viaggiare in auto da Scopeti la notte tra domenica e lunedì portando con sé quel macabro plico … percorrere tutta quella strada di notte portando con sé quella strana busta che aveva come destinatario la Procura della Repubblica era quantomeno spregiudicato … o il mostro non aveva timore di incappare in qualche blocco stradale di polizia e carabinieri o forse sapeva bene come evitarli, in fondo era uno che si spostava in tutta la provincia indisturbato … sorprende anche la sua bravura nel muoversi nella boscaglia nelle notti di novilunio, le più buie, molti ipotizzarono che adoperasse dei visori notturni … anche se all’ epoca non erano ancora in commercio ma quasi esclusivamente in dotazione ad organi di polizia o paramilitari … c’ è poi da segnalare un fatto: il mostro sembrava non apparire come una minaccia perlomeno a prima vista … non c’ è mai stato un tentativo di fuga o difesa pre-aggressione eppure lui si avvicinava sempre ai lati delle auto o dal di fronte, sfondava i vetri ma mai con le pallottole, il che avrebbe dovuto dare un tempo di reazione ai malcapitati … in tutti gli omicidi c’ è qualcosa che fa supporre che le vittime abbiano avuto una sorta di interazione con l’ omicida, il che fa pensare che lui non compariva davanti a loro con passamontagna e pistola in mano … però anche se lui era solito presentarsi a volto scoperto e con le mani protese in avanti c’ è da dire che con l’ allarme mostro che c’ era in quella zona e in quegli anni 9 coppie su 10 avrebbero tentato di fuggire … già questo tentativo di fuga al primo approccio col mostro non si verifica mai … i bossoli dei proiettili che in alcuni casi sono stati trovati addirittura nell’ abitacolo delle auto, gli spari sempre ravvicinatissimi ma mai un colpo sulla carrozzeria, solo in un caso attraverso un vetro … il 19 giugno 1982 il mostro ha scelto un posto troppo vicino alla strada, non ha tempo di infierire col coltello, nel paese a ridosso della campagna c’ è una festa, vede delle auto accorrere ma si accorge che dentro l’ auto Paolo Mainardi è ancora vivo … si gira, spara nel buio a 4 o 5 metri di distanza , centra il lunotto, la pallottola lo trapassa e colpisce Mainardi all’ addome, Paolo Mainardi morirà 10 ore dopo all’ ospedale senza aver mai ripreso conoscenza … i vetri delle auto frantumati in seguito forse per simulare un’ aggressione più concitata, quelle in cui le vittime capiscono sin da subito di essere in pericolo, in cui per ferire chi è chiuso in auto occorre sfondare i vetri … ma non sembra essere il caso del mostro di Firenze … vengo ora a conclusione esponendo i due particolari repertati ufficialmente sui luoghi degli omicidi che più dovrebbero far riflettere … 29 luglio 1984 l’ omicidio di Pia Rontini e Paolo Stefanacci, fu repertato il portafogli di Paolo forato da un proiettile accanto al corpo del ragazzo, i suoi calzoni riposti sotto il sedile … tutto fa pensare che il ragazzo venne colpito dai colpi di pistola mentre aveva il portafogli in mano e istintivamente lo usò per ripararsi … già ma a quale scopo aveva raccolto il portafogli dalle tasche dei pantaloni? i soldi non furono neanche toccati … il secondo indizio su cui vorrei far posare la vostra attenzione fu repertato nell’ omicidio di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore … come si può spiegare in questo delitto il ritrovamento del libretto di circolazione sul tappetino dell’ auto? di norma lo si tiene su un cassettino del cruscotto così come di norma il portafogli lo si tiene nelle tasche dei pantaloni … stando in macchina ( come le vittime del mostro ) siamo obbligati a munirci del portafogli o del libretto di circolazione o di entrambi … solo nel caso in cui … ”.