lunedì 6 febbraio 2012

IL DELITTO DI BAGNO A RIPOLI DI GABRIELLA CARLIZZI.


Ora se analizziamo questa storia da un punto di vista criminologico per tracciare il profilo e la psicologia dei due giovani non troviamo elementi capaci di giustificare la contestualità dell’ “ omicidio-suicidio ” e tanto meno si giustifica l’ omicidio. La scienza ci insegna che nelle forme più esasperate dei sentimenti quando si minaccia il suicidio è perché si è pronti a rinunciare alla propria vita per l’ amore verso un’ altra vita. Lapo da un lato sperava di riconquistare Giulia e forse credeva che minacciando il suicidio la giovane avrebbe acconsentito a riprendere la relazione ma sicuramente in tale contesto Lapo non avrà mai pensato di uccidere la donna che tanto amava. E d’ altra parte Giulia doveva essere serena per la propria incolumità se ha accettato di incontrarsi con Lapo in un luogo appartato. Ma osserviamo un attimo la scena del delitto. I corpi dei giovani vengono ritrovati a cinque o sei metri di distanza l’ uno dall’ altro ed in mezzo un coltello, l’ arma del delitto. L’ auto di Lapo era chiusa a chiave. Immaginiamo che i due si fossero dati appuntamento, che Giulia fosse salita a bordo dell’ auto di Lapo e che i due per chiarire il loro rapporto si fossero appartati contestualmente. Parlano verosimilmente restando all’ interno dell’ auto e non possiamo escludere che si sia accesa una discussione anche animata, sicuramente nulla di pericoloso. Infatti se pensiamo ad un’ esplosione di una lite vera e propria i corpi sarebbero stati ritrovati all’ interno dell’ abitacolo e l’ interpretazione di un “ omicidio-suicidio ” sarebbe apparsa più verosimile. Secondo la ricostruzione ufficiale dei fatti i due ragazzi giunti sul luogo avrebbero iniziato a discutere in macchina, poi sarebbero scesi mentre lui aveva già preso un coltello ben visibile ed addirittura chiuso l’ auto a chiave. Non solo ma la donna che tanto amava prima di essere massacrata a coltellate viene picchiata, presa a calci e poi finita. Subito dopo Lapo si toglie la vita con tre tagli alla gola, evidentemente non riesce al primo colpo, insiste una seconda, poi una terza volta e sembra che il coltello sia stato ritrovato ad una certa distanza dal corpo. E ancora il cadavere di Giulia appariva a pancia in giù, segno del disprezzo che si ha di una persona anche dopo averla uccisa, ma anche segno di punizione. Erano questi i sentimenti che Lapo provava per la sua ragazza? Eppure all’ appuntamento era andato con un altro regalo e dunque come si può arrivare ad un gesto tanto efferato se si nutrono sentimenti sia pure morbosi ma che ancora donano e dunque privi di rivendicazione o di vendetta? E quel biglietto trovato nell’ auto di Lapo, un addio ai propri genitori del tutto inconsueto visto che nel contenuto si evidenzia un pensiero che appare quasi una provocazione. Scrive infatti Lapo: “ … e magari fate anche un altro figlio, in questo modo sarete più felici. Io vi guarderò sempre dal cielo, sarò il vostro angelo …”. E’ difficile che una persona che uccide e poi si uccide pensi di andare in cielo e diventare un angelo. Dunque da un lato lui chiede perdono per il gesto estremo e quindi è consapevole della importanza che ha per la propria famiglia, dall’ altro propone ai genitori una sostituzione, un rimpiazzo, quasi a disprezzare il dolore stesso che i poveretti avrebbero provato per la morte violenta del proprio figlio. Questi due elementi non sono compatibili in una unica mente e per tanto vi è il sospetto che qualcuno, consapevole dello stato di esasperazione di Lapo, dovendo compiere un duplice delitto, camuffato da “ omicidio-suicidio ”, abbia costretto il giovane a scrivere questo addio alla vita sotto dettatura usando toni che rasentano il sadismo. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. Qualcuno aspettava sul posto i due giovani, magari aveva saputo del loro appuntamento e dove si sarebbero diretti. O quel luogo era loro consueto e il “ qualcuno ” ne era informato. I ragazzi, una volta appartati, mentre discutevano in auto sono stati fatti scendere e, dopo aver massacrato la ragazza, costretto Lapo a scrivere il biglietto d’ addio, si è simulato il suicidio, lasciata l’ arma del delitto e chiusa a chiave la Golf. E analizziamo un altro elemento: l’ incontro tra le famiglie delle vittime. E’ noto che abitassero a pochi metri di distanza e che si conoscessero. Si sa che sono famiglie religiose e che lo stesso parroco si è prodigato in questi giorni per lenire un dolore così grande. Possiamo anche comprendere che vi sono persone di animo nobile e che non conoscono sentimenti come il rancore, l’ odio, la vendetta e dunque affrontano vicende tanto gravi con compostezza e dignità. Ma a poche ore da un delitto così atroce è difficile pensare ad un incontro di condivisione del dolore tra la famiglia del carnefice e la famiglia della vittima. Quali sono le vere ragioni che hanno indotto un incontro così affrettato? Forse le stesse famiglie, magari consigliate dal parroco, sono state invitate a non pronunciare alcun sospetto che possa in qualche modo creare allarme alla comunità di Bagno a Ripoli? Consentiteci un ragionevole dubbio.