mercoledì 7 novembre 2012

CONOSCERE LA MASSONERIA DA CHIESA VIVA.


Nello stesso anno, 1857, Mazzini fomentò una congiura contro Napoleone III - e non era la prima - per spingerlo, col terrore, ad impegnarsi più efficacemente all’unità d’Italia. I tre sicari, Tibaldi, Bartolotti e Grilli, che dovevano trucidare l’imperatore, fallirono, e il Procuratore imperiale, nel-l’udienza del 7 agosto 1857 a Parigi, affermò che Mazzini e Ledru Rollin erano i capi responsabili di tutte le congiure tentate per l’assassinio di Napoleone III.
Il 14 gennaio 1858, a Parigi, dove in quel periodo si trovava Lemmi, ci fu un nuovo attentato contro Napoleone III: tre bombe fulminanti uccisero 8 persone e ne ferirono altre 156! Gli autori principali dell’atto terroristico, Orsini, Pieri, Rudio, tutti uomini di Mazzini, furono condannati a morte.
Questo sanguinoso attentato scatenò la reazione di tutti gli Stati europei contro l’uomo che aveva organizzato e gestiva tutta la rete terroristica europea: Giuseppe Mazzini.
Anche Cavour si scagliò contro questa sètta di assassini e il suo capo, Mazzini, e, nel suo famoso discorso del 16 aprile 1858, in Parlamento, disse: «Dopo il 1831, si costituì dentro e fuori l’Italia una sètta... Questa sètta è la “Giovine Italia” (...) che ha concepito, che professa e che predica la nefasta e orribile dottrina dell’assassinio politico!».
La “Giovane America”, sempre fondata e diretta da Mazzini, non era da meno della “Giovane Europa”. Nel 1853, essa fece eleggere a presidente degli USA il generale sudista e schiavista, Franklin Pierce, perchè Mazzini lo sostenne scrivendo in una lettera: «... egli si è impegnato a mandare rappresentanti americani in Europa che ci saranno favorevoli...». L’amministrazione di Pierce, infatti, pullulò di schiavisti, membri della “Giovane America”. Tra questi vi fu Sanders, intimo di Mazzini, il quale non appena arrivò a Londra, come console americano, organizzò un “party rivoluzionario” a casa sua, il 21 febbraio 1854, con Mazzini e i suoi fedelissimi; party che provocò il suo richiamo da Londra da parte del Congresso americano. Pochi anni dopo, finita la Guerra Civile, George Sanders fuggì a Londra dagli Stati Uniti, perchè sulla sua testa pendeva una taglia di 25.000 dollari, in quanto era stato riconosciuto complice nel piano di assassinio del presidente Abramo Lincoln!
Questa rete di assassini di Mazzini, includeva anche un’organizzazione criminale a noi tristemente nota: la MAFIA! Diversi autori hanno documentato questa inquietante realtà.
Lo storico, Juri Lina, nel suo libro “Architects of deception”, a proposito della MAFIA di Mazzini, scrive: «Nel 1860, Mazzini creò un’organizzazione chiamata “L’Oblonica”, un nome che deriva dalla parola greca “obèlós”, che significa “spiedo o pugnale”. In questo gruppo, egli ne formò un altro più interno: una banda moderna di criminali, chiamati MAFIA, che era l’acronimo di: Mazzini, Autorizza, Furti, Incendi, Avvelenamenti».
Lo storico americano David L. Chandler, nel suo libro “Brothers in Blood”, scrive che «New Orleans divenne il punto di raccolta dei “picciotti” di Mazzini», e che «Durante il periodo delicato e caotico che seguì la Guerra Civile americana (1865), gli uomini legati a Mazzini agirono come veri e propri sabotatori del processo di pacificazione della Repubblica americana. Quest’opera di sabotaggio li vide impiegati nella guerriglia condotta dal generale Albert Pike contro il Governo federale di Lincoln e costituì uno dei primi esempi di attività mafiosa negli Stati Uniti. (...). Era di pubblico dominio che dietro il crimine ci fossero persone al di sopra di ogni sospetto; la parola MAFIA, infatti, era spiegata con l’acronimo: Mazzini, Autorizza, Furti, Incendi, Attentati».
Tre altri autori, Kalimtgis, Goldman, Steinberg, nella loro opera “Droga S.p.a.”, presentano la rete di controllo finanziario dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith e della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, il cui capo era il generale Albert Pike, come un insieme di famiglie di finanzieri ebrei, facenti capo alla dinastia finanziaria dei Rothschild (da cui dipendeva anche Mazzini).
Gli Autori scrivono: «i tagliagole del Ku Klux Klan di Albert Pike, insieme ad un certo Macheca, scatenarono in tutto il Sud degli Stati Uniti una tale ondata di violenza da distruggere, in pochi anni, dopo l’assassinio di Lincoln, il programma che il presidente aveva messo a punto. (...). Fu Macheca che s’incaricò di preparare il terreno per Giuseppe Esposito, l’uomo che, per conto di Mazzini, diede la prima base organizzativa alla struttura della MAFIA negli USA. Molto legato a Mazzini, Esposito lasciò la Sicilia verso il 1870 ed arrivò a New Orleans, dove prese contatti con Macheca. (...). Il risultato del viaggio di Esposito fu di trasformare le società segrete di siciliani in cellule del crimine organizzato. Il rappresentante di Mazzini (Esposito) aveva un’autorità assoluta sui padrini locali, persino su Macheca».