domenica 26 maggio 2013

ARMI MICIDIALI DAL SITO ADAPAGE.

ARMI A ENERGIA DIRETTA
Per “armi a energia diretta” si intende una classe di armamenti che comprende numerosi dispositivi capaci di indirizzare sui bersagli in modo molto preciso ed efficace, svariate forme di energia non cinetica.
In sostanza, piuttosto che colpire l’obiettivo con un proiettile, o mediante la forza d’urto di un’esplosione, questi dispositivi inviano sul bersaglio radiazioni elettromagnetiche, onde acustiche, plasma ad elevata energia, raggi laser.
Gli effetti legati all’uso di tali armi possono essere sia letali che non letali, mentre i campi d’applicazione variano dalla difesa antiaerea alla tutela dell’ordine pubblico.
              
ARMI LASER

La tecnologia laser è una delle maggiori protagoniste degli attuali programmi di ricerca per lo sviluppo di un nuovo arsenale ipertecnologico ed è impiegata con versatilità in diversi dispositivi bellici.

THEL Tactical High Energy Laser 

Tra le varie, futuristiche armi in sperimentazione presso i laboratori dell’esercito USA figura anche il dispositivo THEL,
esistente anche in versione portatile (MTHEL, dove M sta per “mobile”).
THEL significa Tactical High Energy Laser, ed è appunto un dispositivo laser ad elevata potenza.
La compagnia che da alcuni anni si sta occupando dello sviluppo del progetto THEL si chiama Northrop Grumman.
Durante diversi test, resi pubblici anche in video, il potente raggio laser viene utilizzato per fare esplodere missili e proiettili in volo.
Proprio l’esercito israeliano annovera il THEL quale arma già in dotazione al suo esercito, e questo fa supporre che ne possieda già degli esemplari, probabilmente già dislocati a difesa di basi militari e città.
Il THEL utilizza delle sostanze chimiche (fluorite di deuterio) per creare un raggio laser invisibile capace di abbattere aerei e missili.

Press kit della Northrop Grumman sul Thel
La pagina web da cui è possibile scaricare i video dei test del Thel
La pagina web da cui è possibile scaricare le foto del Thel
Press kit della Northrop Grumman sul Joint High Power Solid State Laser

ABL Airborne Laser 
  
Il sistema ABL consiste in un laser chimico ad alta energia (Chemical Oxygen Iodine Laser - COIL), montato su di un Boeing 747 modificato.
Il dispositivo, sviluppato dalla Northrop Grumman e dalla Boeing è in dotazione all’aeronautica USA dal 2003.
L’ABL è in grado di individuare ed abbattere missili balistici, può restare in quota per molte ore e rifornirsi di carburante mentre è in volo.

Il sito dell’Airborne Laser, prodotto dalla Northrop Grumman e dalla Boeing
Press kit della Northrop Grumman sull’Airborne Laser
Alcuni video dell’Airborne Laser
Galleria Fotografica dell’Airborne Laser

HEL Space-Based High-energy Laser 
            
Si tratta di un armamento laser montato su di un satellite, e capace di colpire bersagli nello spazio, sulla terra ed in aria.
Oltre agli Stati Uniti ed Israele, anche la Cina sta sviluppando un armamento laser pensato per distruggere i satelliti nemici orbitanti.
L’arma si chiama ASATS (Anti-Satellite Simulation), in fase di test già nel 1998.

Approfondimenti sullo Space Based High Energy Laser

HSV Laser a raggi ultravioletti 

La HSV Technologies Inc. di San Diego, California ha sviluppato un'arma non letale, che utilizza raggi laser a ultravioletti per immobilizzare persone o animali a distanza.
Questo speciale laser è un  dispositivo che utilizza due fasci di radiazione UV ionizzati che seguono la traiettoria per colpire il bersaglio identificato, impattando sui recettori neurali che controllano i muscoli, paralizzando gli impulsi nervosi, provocando forti contrazioni dolorose.

Sito internet della HSV, ditta produttrice del laser non letale a raggi ultravioletti

Laser ZEUS

Si tratta di un laser montato su di un Humvee (un veicolo militare dell’esercito USA simile ad una jeep).
Secondo fonti ufficiali del Pentagono, mezzi militari muniti di questo dispositivo al laser sono stati impiegati in Afghanistan per fare brillare le mine. Secondo due accreditati siti di informazione militare Defense Tech e Defence Daily, almeno tre veicoli simili sono stati utilizzati anche in Iraq.

Sito ufficiale dello ZEUS, prodotto dalla ditta Sparta Inc.
Rapporto ufficiale sull’impiego dello Zeus in Afghanistan
Articoli sull’impiego dello ZEUS in Iraq

ARMI AL PLASMA E AD IMPULSI

PIKL Pulsed Impulsive Kill Laser

Le basi per una simile tecnologia bellica furono poste negli anni ’40 dal fisico Nicola Tesla.
Alle scoperte di questo scienziato si deve lo sviluppo di parecchie tecnologie: dalle bobine elettriche ai generatori di corrente, dalla radio alla televisione.
Durante i primi anni del ‘900 Tesla iniziò a lavorare al suo progetto per un “Raggio della Morte”.
Nel 1942 il progetto era pronto e Tesla lo propose agli Stati Uniti quale arma per battere i nazisti: fu considerato pazzo e la sua proposta non fu presa in considerazione.
Il principio del “Raggio della morte” è qualcosa che sta a metà strada fra le armi laser e le armi al plasma.
Alla sua morte, avvenuta nel 1943, tutti i documenti dello scienziato sul “Raggio della morte” furono misteriosamente trafugati.
Parte di quei documenti è stata citata in un documento segreto del Governo USA su un’arma ad elettroni (documento declassificato nel 1980).
Questa tipologia di armamenti ha parecchi tratti in comune con alcune armi laser.
Il principio è quello di sparare contro il bersaglio un “proiettile” di energia, composto da materia elettricamente carica composta da elettroni, neutroni e protoni.
Il tutto avviene attraverso un processo di ionizzazione dell’aria.
Tale meccanismo è stato studiato approfonditamente dagli scienziati del DARPA (il dipartimento per la ricerca e l’innovazione tecnologica del Dipartimento della Difesa USA), con la collaborazione di un'azienda tedesca.
Armamenti di questo tipo sono in fase di avanzata sperimentazione da parte degli eserciti USA, Israeliani e Australiani.
L’applicazione letale di questa tecnologia è stata chiamata Pulsed Impulsive Kill Laser (PIKL).
Il dispositivo ha dimostrato la sua efficacia in diversi test, riuscendo a perforare anche armature in Kevlar e lastre di metallo di grosso spessore.

PEP Pulsed Energy Projectile

La versione non letale del PIKL va sotto il nome di Pulsed Energy Projectile (PEP).
Questo dispositivo è in grado di stordire uomini e animali, creando forte dolore e temporanea paralisi.
La documentazione sui possibili effetti a lungo termine provocati dall’arma è però scarsa.
Il principale ambito di applicazione previsto per il PEP viene indicato in scenari di controllo dell’ordine pubblico, mentre un’altra delle applicazioni prefigurate è quella di presidio dei checkpoint.
Oltre a stordire le persone una simile arma dovrebbe essere capace di bloccare i veicoli, in quanto il suo “impulso energetico” interferirebbe con i sistemi elettrici di iniezione.
Il raggio d’azione del PEP è di circa 2 Km, ed il suo funzionamento si basa sull’emissione di un impulso laser ad infrarossi (mediante l’impiego di un “deutorium fluoride laser”).
Il plasma prodotto dalla parte iniziale dell’impulso arriva ad esplodere poiché i suoi elettroni assorbono l’energia della parte finale dell’impulso.
L’esplosione di questo plasma ad elevata energia si tramuta in una forza d’urto combinata ad un’onda elettromagnetica.
Altri dispositivi affini a questa tecnologia si chiamano:
MARAUDER (Magnetically Accelerated Ring to Achieve Ultra-high Directed Energy and Radiation)
XADS (Extreme Alternative Defense System)

Documentazione ufficiale sul PIKL
Documento parzialmente censurato sul contratto per uno studio sul PEP
Sito della Ionatron, una delle aziende che produce armi ad impulsi
Altri articoli e approfondimenti sul PEP

HPM Electromagnetic Pulse, High Powered Microwave

Si tratta di dispositivi anche esplosivi capaci di produrre onde elettromagnetiche comprese nel raggio dei 4 – 20 Ghz.
Microonde comprese in tali frequenze sono capaci di “accecare” un gran numero di apparati tecnologici.
Questa applicazione delle microonde ad elevata potenza, può servire a danneggiare i sistemi informatici, con effetti simili ad una piccola esplosione nucleare.
Il tutto avviene anche in assenza di una reale esplosione: sistemi di questo tipo, comunemente chiamati HPM, liberano la propria energia in aria, senza produrre alcun suono o fenomeno visivo.
L’effetto delle invisibili onde prodotte dalla propagazione risulta devastante per tutti gli apparecchi elettronici, mentre è praticamente nullo su cose e persone (tuttavia è appurato che sugli esseri viventi tutti i tipi di microonde provocano effetti dannosi come quelle emesse dai telefonini e dai forni a microonde).
L’esercito russo disporrebbe infatti di un vasto e variegato arsenale di E-bombs, si va dalla versione “portatile” che sta in una valigetta (e che ha un raggio d’azione di 12 metri), alle versioni più pesanti, che necessitano di un aereo per essere “sganciate sull’obiettivo”.
Tutto ciò può far riflettere sulle possibilità di un'ecatombe tecnologica: l’esplosione di un simile dispositivo può in pochi istanti portare una società ipertecnologica indietro di 50 se non di 100 anni (in città dove tutte le centrali sono controllate elettronicamente vorrebbe dire niente luce, niente acqua, niente telefono, niente televisione, etc..).
I rischi crescono se a venire colpito è il sistema di controllo di una centrale atomica: un crash di tale sistema elettronico potrebbe portare a gravissimi incidenti.

ARMI A VARIE EFFICACIE

Anche le armi a microonde hanno una storia non recentissima: immediatamente dopo la seconda guerra mondiale se ne ipotizzò l’utilizzo per il controllo delle menti ed altri impieghi più o meno fantascientifici.
I primi a sperimentare le microonde in modo più sistematico furono i sovietici.
Negli anni 70 l’ambasciata americana a Mosca fu sottoposta ad un “bombardamento” a microonde.
In tale occasione i servizi segreti russi adottarono un piano a lungo termine per indebolire l’apparato diplomatico statunitense presente a Mosca; attraverso un’esposizione prolungata a microonde a bassa intensità i diplomatici americani subirono pesanti danni fisici e psicologici.
Oltre all’insorgere di diverse forme di cancro sono stati documentati casi di problemi psicologici e cognitivi.
I tessuti umani possono infatti essere gravemente danneggiati dalle microonde a diversi livelli: dall’insorgere di tumori a malattie della pelle, da impotenza ad indebolimento delle difese immunitarie, fino ad effetti sul sistema nervoso centrale capaci di provocare amnesie, demenza, sindromi depressive, paranoia, etc..
In base a questi effetti ne è stato più volte ipotizzato un uso “segreto” per l’indebolimento delle masse.
Adesso si studiano "armi non letali" per sottomettere le masse al controllo delle autorità: dal Active Denial System (ADS) o raggio del dolore al LRAD (Long Range Acoustic Device) una potente emissione sonora devastante: entrambe sono state impiegate nella guerra in IRAQ.

ADS Active Denial System

Questo dispositivo è in grado di indirizzare (“sparare”) un fascio di microonde ad alta energia verso un bersaglio preciso.
La frequenza utilizzata si aggira intorno ai 95 Ghz.
Il “raggio del dolore” è classificato come “arma non letale”, in quanto il suo raggio invisibile penetra sotto la pelle soltanto per alcuni millimetri, facendo temporaneamente impazzire i recettori del dolore.
Nel giro di 1 – 2 secondi chi viene colpito dal raggio a microonde prova la sensazione di andare a fuoco.
Ufficialmente infatti tali strumenti di guerra servirebbero per produrre un “raggio del dolore”, capace di “distogliere” qualsiasi nemico da azioni ostili.
L’invisibile raggio microonde a 95 Ghz penetra sotto la pelle per alcuni millimetri provocando, nell’arco di alcuni millisecondi, una insopportabile sensazione di calore che però svanisce non appena si spegne il dispositivo o si scappa oltre il suo raggio d’azione.
Negli esperimenti condotti su circa 400 volontari il tempo di esposizione massimo è stato fissato in 3 secondi, ma secondo il Boston Globe, soltanto una “cavia” è riuscita a resistere per tre secondi.
Le fonti del Direttorio USA sulle Directed Energy Weapons sostengono che il “raggio del dolore” non provoca danni permanenti, ma esistono altri rapporti militari che indicano la possibilità di gravi ustioni alla pelle nel caso in cui l’esposizione duri 250 secondi o più.
Durante gli stessi test alle “cavie” venivano fatti togliere sia gli occhiali che tutti gli oggetti metallici, in quanto potevano creare degli “hot spots”, capaci di ustionare la pelle.
Gli utilizzi strategici delle armi a microonde sono elencati in diversi documenti ufficiali: una delle applicazioni che viene citata più di frequente riguarda il controllo delle folle e dell’ordine pubblico.
Oltre ai possibili danni a lungo termine causati dal raggio a microonde, le organizzazioni umanitarie si interrogano sulla legalità di questo dispositivo che a causa della sua invisibilità e della sofferenza che provoca, potrebbe facilmente tramutarsi in un versatile strumento di tortura.
Altri interrogativi riguardano la possibilità di ustioni (nel caso in cui si indossino oggetti di metallo), danni oculari, o altre tipologie di effetti a lungo termine.
Esistono infatti diverse pubblicazioni scientifiche che documentano ampiamente gli effetti altamente dannosi legati all’esposizione alle microonde: dal cancro al precoce invecchiamento, alla riduzione delle difese immunitarie, ai danni a pelle e retina, fino agli effetti molecolari e genetici, vengono elencate serie infinite di “effetti collaterali” a breve, medio e lungo termine.
La ditta che produce questo tipo di armamenti è la Raytheon, con sede a Tucson.
Il dispositivo prodotto dalla Raytheon può essere stanziale oppure montato su di un veicolo militare Humvee.
Per quanto riguarda l’impiego del “raggio del dolore” nel campo di guerra, risulta dalla rivista militare Defence Industry Daily che sono stati ordinati 3 veicoli modello Sheriff per circa 31 milioni di dollari, e che è stata richiesta l’approvazione per altri 14 veicoli da parte del Generale di brigata James Huggings, capo dello Staff della Forza Multinazionale in Iraq.

L’articolo di Defense Daily sull’impiego del “raggio del dolore” in Iraq
Comunicato stampa della Raytheon
L’articolo del Boston Globe sui test del raggio del dolore
Altri articoli ed approfondimenti sul “raggio del dolore”

Taser

Il Taser è un'arma da difesa nata all'inizio degli anni 1970 dal miglioramento dei manganelli elettrici.
Questo termine è usato per riferirsi a dei dispositivi classificati come armi da difesa "meno che letali" che fanno uso dell'elettricità per far contrarre i muscoli del soggetto colpito.
Quando viene azionato il taser proietta due piccoli dardi con traiettorie non parallele in modo da aumentare la distanza tra i due, perché l'efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro.
Questi dardi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo il quale produce una scarica ad alta tensione e basso amperaggio, che viene rilasciata in brevissimi impulsi.
La scarica prodotta è, come avviene usualmente in questi apparecchi (tra cui anche la "frusta elettrica" per il bestiame) una scarica ad alto voltaggio (circa 50.000 volt) e a basso amperaggio (6 milliampère), partendo da una normale batteria a 7,2 volt.
Un amperaggio così basso sarebbe però insufficiente a produrre gli effetti voluti e perciò la carica viene concentrata in un condensatore da cui viene rilasciata ad impulsi di 4-5 microsecondi (milionesimi di secondi), con picchi di 5-6 Amp. e con un ritmo di una quindicina di impulsi al secondo che si scaricano ogni volta che attraverso il corpo si chiude il circuito tra le due freccette.
Il sistema a pulsazioni agisce direttamente sui muscoli facendo cadere a terra la persona per le conseguenti contrazioni che lo riducono in posizione fetale (Electro-Muscular Disruption, EMD), i produttori attestano una incapacitazione totale nel 99,5% dei casi.
Attualmente vi sono sul mercato due tipi di taser: i taser della Tasertron in California e i taser della Taser International in Arizona.
La differenza sostanziale tra le i due prodotti è che il primo usa come propellente per lanciare le freccette un normale innesco acceso per via elettrica, mentre il secondo (Air Taser) usa un contenitore con anidride carbonica.

Il modello più sofisticato della Tasertron è attualmente quello 95 HP, destinato a forze di polizia, con batterie al litio da 15 volt e distanza d'impatto massima di 21 piedi (la distanza ottimale di impiego è di 5-18 piedi).
I valori elettrici sono 50.000 volt, 133 mA, 18 W, è munito di un puntatore laser incorporato e il produttore assicura che le freccette colpiranno entro un raggio di tre pollici dal punto luminoso.
Il modello più sofisticato della Air Taser, fino al 2002 era lo M26 (26 Watt, 162 mA;) la cartuccia con la carica di gas , fili e frecce è contenuta nella parte anteriore e si cambia rapidamente;  usa batterie normali ed ha un chip che registra data e ora dell'impiego.

Nel 2003 sono usciti i modelli X26D per uso civile e X26E per usi di polizia, entrambi da 26 Watt, con prestazioni superiori del 5%, ma
che consumano 1/5 dell'energia dei modelli precedenti, sono circa la metà dei modelli precedenti per peso e dimensioni.
 
LRAD Long Range Acoustic Device

Si tratta di armi che impiegano un fascio di onde ultrasoniche in grado di trasportare una quantità considerevole di energia che può interagire con il corpo umano.
I fasci ultrasonici di frequenza adeguata possono mettere in risonanza gli organi dell'equilibrio, provocando vertigini o nausea, o l'intestino, provocando fastidiosi effetti collaterali.
È noto che gli scienziati nazisti avevano costruito un "cannone ultrasonico" in grado di abbattere un aereo.
Diverso è il caso di un dispositivo sviluppato e sperimentato per il DoD statunitense e chiamato "barriera ultrasonica" che emette intorno ad un'area localizzata fasci di ultrasuoni che provocano effetti sempre piú gravi via via che ci avvicina alla sorgente.
Lo svantaggio è che la potenza di un'arma ad ultrasuoni, a differenza di quella di un proiettile, decresce con il quadrato della distanza dall'obiettivo ed è quindi inutilizzabile contro un nemico sufficientemente distante.
E' la nuova arma che i soldati statunitensi hanno avuto a disposizione in Iraq.
Per un milione di dollari la difesa americana ha acquistato il nuovissimo prodotto messo a punto dalla American Technology Corporation. A far uso dell'arma che "urla" sono il corpo dei marines.
Il dispositivo utilizza un altoparlante in grado di emettere fortissimi suoni prossimi alle frequenze degli ultrasuoni.
L'arma arriva a sviluppare 150 decibel su una distanza di 300 metri .
L'effetto che provoca é un lancinante mal di testa, dolori, stati di panico e in alcuni casi anche la perdita momentanea dell'udito.
Qualsiasi protezione semplice alle orecchie non protegge dal'impatto sonico.
Peter Dotto, colonnello dei berretti verdi ha spiegato che quest'arma non letale potrà essere utilizzata per disperdere folle di manifestanti o costringere gli abitanti di edifici da sgomberare a trovar velocemente rifugio altrove.

SITI MILITARI DI INTERESSE
U.S. Air Force Directed Energy Research Lab
Joint Non Lethal Weapons Directorate
Air Force Research Labs
Naval Surface Warfare Center

DIME Dense Inert Metal Esplosive

Si tratterebbe  di una arma nuova che viene sganciata da aerei droni, senza pilota, e  viene teleguidata con precisione sull’obbiettivo  fissato.
L’arma, secondo la rivista militare “Defence Tech”,  viene chiamata DIME che significa “Dense Inert Metal Esplosive”  si tratta di un involucro di carbonio che  al momento dell’esplosione si frantuma in piccole schegge e nello stesso momento  fa esplodere una carica  che spara una lama di polvere di tungsteno caricata di  energia che brucia e distrugge con un’angolatura molto precisa quello che incontra nell’arco di quattro metri.

Questa tecnologia si inserisce nella nuova classe di armi “a bassa letalità” che  minimizzano i danni collaterali e circoscrivono in uno spazio ristretto gli effetti letali.

Le armi "a colla"

Il fucile "lancia-colla" è in dotazione ad alcuni corpi di polizia metropolitana negli USA ed è stato usato dalle truppe americane durante l'operazione Restore Hope in Somalia nel 1995.
Si tratta di un dispositivo ad aria compressa che lancia fino ad una distanza di qualche decina di metri un liquido che, nel giro di alcuni secondi, solidifica bloccando completamente i movimenti della persona colpita.
La vittima viene successivamente liberata cospargendola di un idoneo solvente. La colla ha la caratteristica di essere permeabile ai gas, anche dopo essere solidificata e ciò garantisce a chi viene colpito di continuare a respirare agevolmente.
Le autorità militari garantiscono che sia la colla che il solvente sono del tutto atossici. L'arma ha tuttavia il difetto di essere ingombrante, pesante, difficile da maneggiare e con un numero estremamente limitato di munizioni.
Il limite piú grande tuttavia è dato da una gittata corta, di gran lunga inferiore a quello della piú piccola arma da fuoco convenzionale. In pratica un'arma di questo tipo appare di ben scarsa utilità.
Le "barriere adesive" sono invece costituite da bande di tessuto di fibra di vetro ricoperte di un potente adesivo che polimerizza quasi istantaneamente sotto un carico di qualche decina di kg.
Una volta fissate al suolo, bloccano, incollandoli al terreno, sia chi le calpesti a piedi, sia le ruote di un automezzo.
Le barriere adesive sono state concepite come alternativa non letale ai campi minati ed alle barriere di filo spinato per la difesa di aree limitate di territorio. Anch'esse sono state usate dalle truppe USA in Somalia, tuttavia, si sono mostrate completamente inefficaci potendo ovviamente essere facilmente neutralizzate con lo spargimento di sabbia, terra o qualsiasi altro materiale.

APPROFONDIMENTI

Una raccolta degli articoli del sito d’informazione militare Defense Tech sulle armi al laser, ad impulsi, al plasma e a microonde

LE NUOVE ARMI MICIDIALI

Vacuum bomb russa
L'ordigno offensivo più potente al mondo, produce un'onda d'urto paragonabile ad una grossa esplosione atomica.
Si chiama bomba fuel-air (o vacuum bomb, bomba a vuoto), si tratta di un ordigno a scoppio implosivo di 7 tonnellate.
I risultati delle prove aeree del dispositivo esplosivo hanno indicato che la fuel-bomb, è paragonabile alle attuali armi nucleari ad alto potenziale ad alta precisione con guida satellitare.
La "vacuum bomb" è una bomba a pressione formata da due serbatoi contenenti due sostanze differenti: quando il primo serbatoio esplode la sostanza al suo interno si mescola all’ossigeno presente nell’atmosfera formando una nuvola di fuoco che implode nella detonazione del secondo serbatoio creando la violentissima deflagrazione finale, disintegrando qualsiasi obiettivo.
GBU-43/B MOAB

Si tratta di un ordigno di oltre 9,5 tonnellate che rappresenta il più grande mai realizzato con esplosivo convenzionale e che succede a quello denominato Daisy Cutter (taglia margherite).
E' stato fatto esplodere su un poligono della Florida il più potente ordigno convenzionale nell'arsenale americano, che è stato definito la 'madre di tutte le bombe'.
La 'Massive Ordnance Air Blast' (Moab), sigla che ha dato adito al soprannome 'Mother of all Bombs', è stata sganciata da un aereo da trasporto militare MC-130 Combat Talon sul poligono della base Eglin dall'Air Force nella Florida nord occidentale.
Poco prima dell'inizio della guerra del Golfo, la Moab a guida satellitare mediante GPS (nome in codice: GBU-43/B) fu anche trasportata in Iraq, ma non utilizzata.
Si tratta di un ordigno destinato a prendere il posto delle Blu-82 Daisy Cutter (taglia margherite, nella foto) da 6.800 chilogrammi usate in Vietnam per creare nelle foreste piazzole di atterraggio per elicotteri, nella prima guerra del Golfo per far saltare i campi minati e nella guerra in Afghanistan nel 2001 per distruggere le grotte-rifugio dei talebani.
BLU-82/B Daisy Cutter
L'ordigno BLU-82/B, soprannominata COMMANDO VAULT (l'arco a volta del Commando) o DAISY CUTTER (taglia margherite) o BIG BLUE 82, è la più grande bomba aerea convenzionale attualmente utilizzata nel mondo.
Sostanzialmente è un contenitore di acciaio con pareti sottili (6 mm di spessore), lungo 3.65 m, largo 1.37 m e con peso a pieno carico di 6.8 t., privo di governali e di qualsiasi sistema di propulsione o di guida.
La carica esplosiva è costituita da 5.715 kg di GSX (Gelled Slurry eXplosive), un esplosivo industriale formato da nitrato di ammonio, acqua, polvere di alluminio e un gelatificante.
La BLU-82B fissata sulla sua slitta, viene trasportata dal C-130 in prossimità del bersaglio.
A una velocità di circa 280 km/h il C-130 apre il portellone del vano di carico, in modo che un paracadute d'estrazione trascini fuori dall'aereo la slitta con la bomba.
In questo momento, l'area bersaglio è distante 820 metri dalla bomba, la quale si separa dalla slitta e comincia a cadere da sola.
Dopo circa 27 secondi di caduta libera (da 1800 m di altezza), la bomba esplode al'impatto dell'asta del detonatore col terreno.
La pressione dei gas nell'epicentro è di 70 kg/cm2 (più che sufficiente a distruggere qualsiasi struttura) ed entro una zona circolare di 120m di diametro ogni organismo viene disintegrato.
La bomba ha effetto fino a un'area di 300 m di diametro.
Questi dati non tengono conto di eventuali danni da detriti o schegge, non prodotte dalla bomba, ma lanciate dall'esplosione.
La nuvola e il rumore dell'esplosione sono terrificanti. Un militare Inglese, nella prima fase di Desert Storm, vedendo una detonazione di DAISY CUTTER, credette che gli Americani usassero armi atomiche tattiche.
GBU-37/B anti bunker
La bomba Gbu-37/B rappresenta un perfezionamento del modello EGBU-28 ed entrambi i modelli traggono origine dalla bomba GBU-28, che fu studiata espressamente per la guerra del Golfo del 1991.
Mentre però la GBU-28 aveva una guida laser, sia la EGBU-28 sia la GBU-37/B hanno una guida GPS (Global Positioning sistem). Il peso complessivo della GBU-37 e' di 1957 kg, la testata e' la Blu-113.
Rispetto alla EGBU-28, la GBU-37 ha una lunghezza ridotta per consentirne il carico da parte dei bombardieri B-2. 'Stealth'.
La GBU-37/B, denominata anche Blu-113 Penetrator, assieme alla Mk84 (GBU-36/B), e' stata sviluppata dall'Air Force e dalla Northrop Grumman Corporation come munizione di precisione specifica per i B-2, che ne dispongono dal 1997.
Il suo sistema di guida, funzionante sia di giorno sia di notte e con qualsiasi condizione meteorologica, ne fa l'unica arma ''bunker busting'' (sfonda-bunker) attualmente disponibile.
La sua probabilità di errore nel colpire il bersaglio e' fra i 12-18 metri.
E' stata sperimentata per la prima volta il 29 maggio 1997 nei pressi della base dell'Air Force di Edwards, in California, e poi usata nell'ottobre 2001 in Afghanistan, durante la campagna 'Enduring Freedom' contro il terrorismo internazionale.
E-bomb
La E-bomb (così viene semplicemente detta) sarebbe in grado di emettere onde radio ad alta intensità paragonabili alle emissioni elettromagnetiche delle esplosioni nucleari.
L'effetto è quello di produrre danni irreversibili in tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche che si trovano nel raggio di azione utile della esplosione senza procurare danni né a persone né a infrastrutture.
Si salvano dai danneggiamenti solo le reti a fibre ottiche.
Gli obiettivi primari di questo nuovo tipo di ordigno sarebbero costituiti dai siti di lancio, produzione e immagazzinamento di armi biologiche e chimiche e dai centri di comando e controllo.
Obiettivi secondari potrebbero essere i siti radar di avvistamento aereo e i comandi di unità campali.
Infine, rientrano nell'ambito d'impiego della e-bomb anche le emittenti televisive e radiofoniche, le reti telefoniche ed elettriche e tutti i computer.
BLU-114/B
L'arma è chiamata Graphite Bomb, o Black Out Bomb, si tratta di una delle armi utilizzate nella cosiddetta guerra elettronica.
Sganciata contro le centrali elettriche, é in grado di liberare migliaia di filamenti di grafite che mettono in cortocircuito gli impianti, provocando blackout nell'illuminazione.
All'apertura della campagna aerea contro l'Irak nella prima guerra del golfo del 1991, gli americani utilizzarono alcune decine di missili ALCM, trasportati da bombardieri B-52, nei quali la testata era costituita da filamenti di materiale elettro-conduttore a base di grafite.
Questi filamenti, dispersi sopra le linee elettriche e sopra le centrali elettriche, provocarono subito una serie di corto circuiti che misero fuori uso le centrali, togliendo energia elettrica a gran parte del paese.
Il sistema aveva il vantaggio di non distruggere le centrali, per cui si trattava di un sistema "soft kill" , una specie di arma non letale.
Successivamente è stata costruita un'arma appositamente progettata, la cluster bomb CBU-94 con testata BLU-114B, impiegata per la prima volta contro i serbi nel 1999.
 
T-bomb

In Afghanistan la Us Air Force ha usato anche la bomba termobarica, diventata una delle armi più temibili dell'arsenale americano,
che scatena rapidamente un muro di fuoco che aspira via l'ossigeno dagli spazi sotterranei e incenerisce tutto quello che trova sul suo sentiero. 
La bomba termobarica detta bomba a dispersione aereale è un ordigno che contiene combustibile, giunto ad una certa quota una piccola carica lo disperde e lo nebulizza nell’aria, e una seconda carica lo innesca e lo fa esplodere.
Una bomba di queste pesa circa 7 tonnellate, e viene scaricata da un aereo da trasporto appesa a un paracadute e spiana circa un chilometro quadrato (senza essere però in grado di demolire bersagli “hard”, come i bunker).
JDAM, la bomba intelligente
Una delle armi più importanti usate contro Saddam sarebbe stata la Joint Direct Attack Munition (JDAM).
La bomba intelligente guidata dal satellite, economica in produzione, ma sopratutto in grado di scovare il bersaglio in ogni condizione meteorologica e climatica.
E' stata l'arma preferita dalla Us Air Force e dalla Marina nella guerra della Nato contro la Yugoslavia nel 1999.
Ne sono state usate così tante l'anno scorso nella campagna in Afghanistan che il Pentagono ha rafforzato la produzione per reintegrare le forniture.
Bombe guidate dal laser

Secondo il dipartimento della Difesa americana, il 90% delle bombe usate nel 2003 sono state in guida laser, invece che le convenzionali sganciate dagli aerei.
Le bombe intelligenti costituivano invece il 10% di quelle usate del 1991.
JASSM il missile
Il Joint air-to-surface Standoff Missile ( JASSM) è un nuovo missile guidato terra-aria.
Può colpire un obiettivo a oltre 320 km di distanza, ma non è ancora stato testato in battaglia.
La sua particolarità è che la sua gittata permette ai caccia e ai bombardieri di lanciarla contro i bunker e altri obiettivi altamente difesi, da una distanza di sicurezza.

MAV DRONI

Gli Stati Uniti, già nei prossimi anni, saranno sorvegliati da un esercito di piccoli robot volanti che garantiranno la sicurezza, ma un pò meno la privacy, di tutti i cittadini.
I droni, piccoli aerei dotati di telecamere ad altissima risoluzione, osserveranno, e ritrasmetteranno ad una centrale operativa, tutto ciò che accade sotto di loro.
I “Micro Air Vehicle”, così sono stati ribattezzati i robot, sono in grado di volare, atterrare, stare in stand-by, comportarsi come banali sensori di sorveglianza e tornare alla base a missione conclusa.
Progettati dalla Honeywell sono stati testati in oltre 200 voli di prova, alcuni dei quali, ammettono dal governo, in aree urbane densamente popolate.
E' già effettiva la produzione di droidi operativi Gps muniti per consegna ad esercito e forze di polizia.
I MAV sono in grado di svolgere il proprio compito con qualsiasi condizione atmosferica, hanno un’autonomia di 40 minuti e riescono a volare a velocità superiori ai 90 Km/h, operando fino ad una quota di circa 1.700 metri.