venerdì 12 settembre 2014

PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION 11.

Il Consiglio di Stato accentuerà il potere del regnante. Nella sua posizione il corpo legislativo ufficiale sarà, in certo qual modo, un comitato per la promulgazione dei comandi del regnante.

Eccovi dunque un programma della nuova costituzione che prepariamo al mondo. Faremo le leggi, definiremo i diritti costituzionali, li amministreremo con questi mezzi: 1) decreti della camera legislativa, suggeriti dal Presidente; 2) ordini generici, ordini del Senato e del Consiglio di Stato, e decisioni del Consiglio dei Ministri; 3) quando il momento opportuno sarà giunto, promoveremo un colpo di Stato.

Ora, avendo abbozzato il nostro piano d'azione, discuteremo quei particolari che potranno esserci necessari allo scopo di compiere nell'organismo della macchina statale, la rivoluzione nel senso che ho già indicato. Colla parola "particolari" voglio indicare la liber di stampa, il diritto di formare delle associazioni, la liber di religione, l'elezione dei rappresentanti del popolo e moltissimi altri diritti che dovranno svanire dalla vita quotidiana dell'uomo. Se non spariranno del tutto, dovranno subire un cambiamento fondamentale dal giorno seguente l'annuncio della nuova costituzione. Prima di quel momento preciso non sarebbe per noi utile di annunciare tutti i cambiamenti che faremo e per la seguente ragione: tutti i cambiamenti percettibili potrebbero riuscire pericolosi in qualunque altro momento se fossero applicati per forza esigendone severamente ed indistintamente l'esecuzione, perc ciò potrebbe esasperare il popolo, che paventerebbe nuovi cambiamenti nelle medesime direzioni. D'altra parte, se i cambiamenti dovessero implicare delle tolleranze ancora maggiori, il popolo direbbe che riconosciamo i nostri errori e ciò potrebbe menomare il vanto di infallibilità del nuovo potere. Il popolo potrebbe anche dire che siamo stati spaventati e quindi obbligati a cedere; e se così fosse, nessuno ci sarebbe mai riconoscente perc il popolo ritiene di aver il diritto di ottenere sempre nuove concessioni. Sarebbe enormemente pericoloso per il prestigio della nuova costituzione, che l'una o l'altra di queste impressioni si facesse strada nella mente del pubblico.

Per noi è essenziale, che dal primo momento della nuova proclamazione il popolo, mentre soffrirà ancora le conseguenze del cambiamento repentino e sarà in uno stato di terrore e di indecisione, realizzi che siamo così potenti, così invulnerabili, e così pieni di forza, che in nessun caso prenderemo in considerazione i suoi interessi. Faremo capire al popolo, che non solo non ci daremo nessun pensiero delle sue opinioni e dei suoi desideri, ma altresì che saremo pronti in qualunque momento ed in qualunque luogo a sopprimere con una mano forte qualsiasi espressione o accenno di opposizione. Faremo sì che il popolo capisca che essendoci impadroniti di tutto quello che desideravamo non gli permetteremo mai, in nessun modo, di partecipare al nostro potere. Ed allora esso, preso dallo sgomento, chiuderà gli occhi su tutto ed aspetterà pazientemente lo svolgersi di ulteriori avvenimenti.

I Gentili sono come un branco di pecore, noi siamo i lupi. Sapete cosa fanno le pecore quando i lupi entrano nell'ovile? Chiudono gli occhi. A questo saranno costretti anche i Gentili, perché prometteremo loro la restituzione di tutte le loro liber dopo che avremo soggiogato i nemici del mondo e costretti tutti i partiti a sottomettersi. Non occorre che vi dica quanto tempo dovranno aspettare per riavere queste loro libertà!

Per qual motivo fummo indotti a inventare la nostra politica e instillarla nelle menti dei Gentili? Noi instillammo in essi questa politica senza permetter loro di comprenderne l'intimo significato.
Che cosa ci spinse ad adottare questa linea di condotta? Questo: che noi, razza dispersa, non potevamo, come tale, conseguire il nostro scopo con mezzi diretti, ma soltanto con mezzi indiretti, subdoli e fraudolenti. Questa fu la vera causa ed origine della nostra organizzazione massonica, che questi porci di Gentili non riescono a scandagliare e di cui non sospettano neppure le mire. Noi li prendiamo come lo zimbello delle nostre numerose logge, le quali hanno l'apparenza di essere puramente massoniche, allo scopo di gettare la polvere negli occhi dei loro camerati.


Per grazia di Dio il suo Popolo prediletto fu sparpagliato, ma questa dispersione, che sembrò al mondo la nostra debolezza, dimostrò di essere la nostra forza, che ci ha ora condotto al limitare della Sovrani Universale. Ci rimane da costruire ancora poco su queste fondamenta, per raggiungere la nostra mèta.